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Il sistema di videosorveglianza è stato adottato anche dalle amministrazioni comunali per cercare di dare una maggiore sicurezza ai cittadini nel muoversi liberamente all’interno della città.

E’ come se ci fosse costantemente un occhio puntato sulla città che osserva tutto ciò che accade ed interviene al momento del bisogno.

Le telecamere, oltre ad essere un elemento importante per sventare i così detti reati predatori, aiutano l’organico delle forze di polizia che in molte città non riesce a ricoprire tutto il territorio.

Una sorta di collaborazione tra l’uomo e la tecnologia, dunque, come accade nel privato tra gli istituti di vigilanza e i sistemi di teleallarme, con la differenza che nel caso del pubblico sono le forze della polizia municipale a sorvegliare e ad intervenire.

Una fitta rete di collaborazioni, dunque, volte a far vivere la città più tranquillamente, grazie alle telecamere pubbliche, a quelle private, agli istituti di vigilanza e alla polizia municipale che sorvegliano e tutelano costantemente le zone considerate più a rischio e riprendono ogni movimento.

In barba al famoso diritto alla privacy, che viene sempre rispettato, nei limiti della sicurezza di tutti.

Nessun professionista, pubblico o privato, che si trovi difronte ai monitor collegati alle videocamere nelle strade può riferire fatti visti durante le ore di servizio, non deve assolutamente tenere le registrazioni che, anzi, sono soggette a regolamenti ben precisi e che vanno rispettati, salvo in alcune situazioni che fanno eccezione.

Il pubblico e il privato in materia di videosorveglianza sono soggetti alle stesse norme, per cui le registrazioni devono essere cancellate definitivamente entro le ventiquattro ore successive, eccezion fatta per i casi in cui tali video potrebbero essere risolutori o fornire maggiori informazioni agli inquirenti che indagano su fatti illeciti avvenuti.

Tutto a fin di bene, dunque, se non fosse che a qualcuno di essere sempre sotto controllo non va proprio giù, e non per avere la libertà di commettere fatti illeciti, ma per non sentirsi sempre osservato, ed è qui che la libertà e la sicurezza si incontrano e si scontrano, dando vita a dibattiti che fino ad ora hanno trovato fine attraverso provvedimenti per disciplinare la materia, che, in breve, obbligano all’informazione attraverso cartelli espliciti ed alla distruzione delle registrazioni.